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Attualmente su questo pianeta vivono circa 7,5 miliardi di persone. Questo vuol dire che ci sono 7,5 miliardi di condizionatori al mondo perché il nostro corpo è anch’esso un condizionatore.

Non importa se respiriamo aria calda nel deserto a +45°C o aria fredda al Polo Nord a -45°C, il nostro corpo cerca di mantenere la temperatura all’interno dei nostri polmoni attorno a +37°C. Quindi il nostro corpo è il più vecchio, ma allo stesso tempo il più sofisticato, condizionatore poiché non ha bisogno di compressori, refrigeranti o altri componenti per funzionare.

Quando nel 1901 Willis Carrier si è unito alla Buffalo Forge Company, dopo aver concluso i suoi studi alla Cornell University, e ha progettato il primo impianto di condizionamento dell’aria per una tipografia a Brooklyn, non poteva immaginare quale impatto avrebbe avuto la sua invenzione sulla società in tutto il mondo. Quando a causa della Prima Guerra Mondiale la Buffalo Forge Company fu costretta a vendere la divisione del condizionamento dell’aria, Willis fondò con sei dei suoi colleghi la Carrier Engineering Corporation e si trasferì a Syracuse, New York.

A partire dall’idea di Willis Carrier, oggi troviamo in tutto il mondo grandi cambiamenti nell’industria del condizionamento dell’aria.

Dovuti principalmente a disposizioni di legge e ad una maggiore attenzione globale verso un mondo più verde, sono stati realizzati enormi cambiamenti nelle tecnologie e nei refrigeranti all’interno del gruppo di attori che operano nell’industria di produzione delle attrezzature per il condizionamento dell’aria. I cambiamenti sono stati realizzati per cercare di commercializzare un semplice refrigeratore e una pompa di calore per offrire un sistema integrato, controllato, ottimizzato e completo per una migliore qualità dell’aria interna.

Si sta anche diffondendo la tendenza negli edifici moderni a integrare impianti di illuminazione e finestre nel circuito di controllo di impianti di condizionamento dell’aria a efficienza energetica. In futuro vedremo impianti che controlleranno qualsiasi apparecchiatura o macchina con un impatto sul carico di calore o raffreddamento di un edificio.

Questa è la sfida principale per ogni costruttore che opera nell’industria dell’HVAC in quanto i produttori di impianti classici di ventilazione, raffreddamento e caldaie dovranno tenere il passo con i nuovi cambiamenti. Esistono già dei conglomerati, principalmente in America e Asia, che diversificano le loro attività operando in tutti i campi delle apparecchiature per la qualità dell’aria interna. Essi stanno diventando degli specialisti nel Riscaldamento e nella Ventilazione e il loro background è legato principalmente a refrigeratori e pompe di calore. Gli ultimi movimenti nei mercati mostrano che le aziende più grandi si stanno ulteriormente ampliando mentre quelle più piccole - principalmente di proprietà o a conduzione famigliare - vengono rilevate dai conglomerati.

Per minimizzare l'impatto del surriscaldamento globale, i regolamenti di tutto il mondo richiedono ai produttori di refrigeratori e pompe di calore di ridurre le emissione dirette e indirette di CO2.

In Europa, il regolamento ERP ha stabilito dei livelli minimi di efficienza stagionale, con differenti lotti dedicati alle applicazioni di raffreddamento, riscaldamento, comfort e processo. Questo rappresenta un requisito minimo per vendere i prodotti a consumo di energia all’interno dell’UE.La conseguenza diretta sarà un miglioramento del livello energetico dei nuovi prodotti installati.

A partire dai refrigeranti CFC fino a quelli HCFC (entrambi aventi un impatto pericoloso sull’atmosfera in termini di riduzione dello strato di ozono e di impatto sul surriscaldamento globale) grazie al Protocollo di Montreal, il mondo del condizionamento dell’aria è passato all’HFC per annullare l’effetto della riduzione dello strato di ozono.

Con l’inserimento di questo tema nel Regolamento F-gas all’interno dell’UE e in altri Regolamenti paralleli nel resto del mondo, l’industria del condizionamento dell’aria è entrata a far parte di una nuova rivoluzione del refrigerante. La sfida è di minimizzare il surriscaldamento globale con un programma che prevede una riduzione fino al 21% delle emissioni di gas fluorurati entro il 2030. Questo sarà possibile utilizzando nuove generazioni di refrigeranti sintetici (ad es. gli HFO) o refrigeranti naturali.

Per refrigeranti a bassa, media e alta pressione sono disponibili differenti alternative, ma con la diminuzione del livello di GWP emergeranno nuove sfide: infiammabilità, efficienza, pressione d’esercizio, tossicità. Tutta la tecnologia diventa molto più complessa!

Per applicazioni di maggiore capacità, il refrigerante maggiormente utilizzato è l’R134a (HFC / GWP = 1430)

Le principali soluzioni alternative all’R134a sono:

  • R513A (HFO / GWP = 631)
  • R1234ze (HFO / GWP = 6)
  • R1234yf (HFO / GWP = 4)

Per unità con capacità medio-bassa, il refrigerante maggiormente utilizzato è invece l’R410A (HFC / GWP = 2088)

Le principali soluzioni alternative all’R410A sono:

  • R452B (HFO / GWP = 676)
  • R454B (HFO / GWP = 467)
  • R32 (HFO / GWP = 675)

I principali refrigeranti naturali adatti al condizionamento dell’aria sono:

  • R290 / propano (HC / GWP = 3)
  • R717 / ammoniaca (GWP = 0)

In generale, l’industria del condizionamento dell’aria tenderà ad utilizzare refrigeranti a basso contenuto di GWP, se non addirittura ad impiegare il più possibile refrigeranti naturali come già succede nei paesi nordici.

L’intera industria del condizionamento dell’aria sta diventando più ecologica sotto due punti di vista:

1. in termini di maggiori livelli di efficienza per le unità stesse
2. in termini di minori livelli di GWP nei refrigeranti utilizzati

Questo cambiamento è una sfida ma rappresenta anche una grande opportunità!

AC è EACY!

Michael Bauer
AC Segment Director
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